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Chiesa Madre Floridia WebMaster: Giuseppe Di Mauro e Francesco Romano

       Floridia, sul finire del XVII secolo, annoverava quattro luoghi di culto: la Cappella di Santa Flora, edificata in data antecedente la fondazione della città, la Chiesa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, dedicata alle Anime del Purgatorio, quella di Sant’Antonio (o Antonino) e la Chiesa Madre, intitolata a San Bartolomeo. A questi templi religiosi, nel 1720, si aggiunse l’erezione della Chiesa della Madonna delle Grazie o del Giardinello.

       La "Matrice Chiesa" – che sorgeva alla destra di quella attuale, osservando la facciata – venne a rappresentare il fulcro della vita sociale e religiosa passata e presente della nuova comunità, dal momento che essa era la sede delle assemblee cittadine di maggiore interesse e, nello stesso tempo, donava riposo eterno sia ai notabili del borgo sia ai più umili tra i floridiani, ospitando e conservando nelle sue viscere le loro spoglie mortali.

       Nel 1910, sulle vestigia della Chiesa di San Bartolomeo, veniva completata la costruzione della attuale Chiesa Madre, caratterizzata dal grande campanile, che, a partire dal 1884, cominciò a scandire i ritmi della vita quotidiana della collettività, dal "ruspigghiarinu", suonato alle quattro antimeridiane per annunziare l’inizio della giornata lavorativa, ai mesti rintocchi del vespro serale.

       La Chiesa Madre, nel corso della sua storia, è stata sottoposta a numerosi lavori di restauro, spesso finanziati dalle generose offerte dei fedeli e non di meno prodigalità dei parroci, che hanno consentito la sistemazione del tetto, il rifacimento della pavimentazione, la sostituzione delle vetrate, la composizione, nelle sue volte, di nuovi affreschi e per ultimo la realizzazione dei nuovi portoni in bronzo (centrale e laterali). Sin dal XIX secolo e fino alla ricostruzione successiva al terremoto del 1990, ogni qual volta i lavori di rifacimento impediscono alla "Matrice" di accogliere le funzioni religiose, queste vengono tenute nella vicina Chiesa di Sant’Anna.

       All’interno del luogo sacro ha sede l’Archivio storico parrocchiale, strumento prezioso per ricostruire l’andamento demografico della città, dal momento che i registri delle nascite e delle morti, fino all’introduzione degli atti di stato civile, erano gli unici documenti attestanti le tappe fondamentali dell’esistenza degli individui. L’Archivio storico della Chiesa Madre, pertanto, è stato spesso oggetto di ricerche storiche, che hanno permesso la pubblicazione di importanti lavori sulla storia sociale e politica siciliana, in età moderna.

Nel 1626 era soltanto una chiesetta: l'oratorio di Santa Flora. In epoca imprecisata, sulla vecchia struttura, prese forma l'attuale Chiesa. Di notevole importanza il campanile ultimato nel 1898 con la costruzione del Cupolone, opera dei fratelli floridiani Antonio e Concetto Albani.

 

La Chiesa è adornata sulla volta e sulle pareti da affreschi dei pittori: Scalia di Rosolini (nel 1908) e Francesco Guardo di Floridia (nel 1932).

Chiesa di Sant’Anna

Nata nel '700 subì i lavori di ampliamento tra il 1816 e il 1845, lo stato in cui si trova oggi, è il risultato di quei lavori. Allo stato attuale è inagibile a causa dei danni subiti dal terremoto del 13 dicembre 1990.

Chiesa di Sant’Antonio
Di Padova

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